Il nostro laboratorio vanta la collaborazione di numerosi artisti fra cui togishi, sayashi, tsubashi, katchushi ed un esperto in avorio antico. Interventi di restauro e realizzazioni sono eseguiti impiegando tecniche e materiali dettati dalla tradizione giapponese.

Wakizashi forgiato su commissione dal maestro Masahira, habaki in argento e koshirae shikomitsue

Forgiatura su richiesta di wakizashi da parte del sensei Masahira Fujiyasu e conseguente politura. Realizzazione di habaki interamente in argento, maru mune in accordo con la lama, anch'essa maru mune. Il koshirae è stato realizzato in stile shikomitsue, dell'era a cavallo fra la fine del periodo Edo e l'inizio del Meiji, a guisa di bamboo. La lama reca sul nakago la dedica richiesta dall'ordinante.






Ricostruzione e restauro di montatura stile gunto

Restauro di koshirae in stile gunto in leggero makie e foglia oro. Al koshirae originale sono stati asportati i tratti di legno marcescenti e sostituiti con nuovi inserti di magnolia. È stato inoltre ricostruito il kurigata in quanto mancante. Una volta terminato il lavoro di ricostruzione la saya è stata laccata e rifinita con un leggero makie e con l'applicazione di dettagli in foglia oro. Per mantenere un legame con la precedente veste della montatura, dal koshirae originale è stato mantenuto il koiguchi.






Realizzazione di koshirae e kodogu in shakudo

Koshirae realizzato in legno di magnolia e laccato in urushi nera a 24 strati, tsuka finita con tsuka ito in seta verde, sageo in seta marrone e same kawa di alto grado. La tsuba è stata realizzata in shakudo nero con agemine in oro a tema onde marine increspate ed è forgiata nello stile della scuola Omori, con disegno che scivola su entrambi i lati attraverso kozuka ana e kogatai ana. Menuki realizzati in shakudo e oro a tema guardiani. Il disegno rappresenta i due sommi guardiani dei templi shintoisti Agyo and Ungyo. Fuchi e kashira invece risalgono al periodo Edo.






Realizzazione di shirasaya e tsunagi con kamon sakura, intervento di togi su kodachi del periodo gendai

Shirasaya e tsunagi sono entrambi realizzati in legno di magnolia giapponese e disegnati per una specifica lama. La tradizione giapponese richiede l'impiego di soli materiali naturali, con le valve incollate fra loro con pasta di riso e lacca derivante dalla resina d'albero. Vista la tipologia della lama la montatura è stata pensata per l'uso ad una sola mano, con tsuka più corta. Sul finale della saya è stato realizzato il kamon Sakura. Per la laccatura sono stati applicati successivi strati di ki urushi. Lo tsunagi è improntato su lama e habaki e viene solitamente impiegato quando ad una lama si accompagnano più montature. L'intervento di togi è stato eseguito, come da dettame della tradizione giapponese, tramite l'impiego di successive pietre progressivamente di grana più fine.





Yoroi okegawa completa di eboshi kabuto e sashimono realizzata in acciaio rivestito di cuoio laccato

Broggi Carlo pratica da più di venti anni kyudo (il tiro con l’arco giapponese) della Heki to-Ryu e si occupa dell’equipaggiamento del suo gruppo costruendo anche archi e frecce. Quattro anni fa il gruppo in cui pratica ha ricevuto (unico gruppo di kyudo in occidente) l’autorizzazione e il conseguente addestramento dai maestri della scuola, a praticare Koshiya Kumiyumi, il tiro da guerra in armatura (Yomae), che è uno dei cinque tipi di tiro praticati dalla scuola. In conseguenza a ciò, ha cominciato a studiare e a costruire le armature necessarie alla pratica di yomae, in stile okegawa. Le yoroi che costruisce non sono una riproduzione di modelli antichi, ma sono vere e proprie armature moderne adatte alla pratica del tiro con l’arco, quindi sono prive di tutte quelle decorazioni aggiuntive o finiture troppo elaborate che ne aumenterebbero eccessivamente il peso e ne intralcerebbero l’uso durante la pratica. I materiali che usa e il modo di assemblarli seguono lo schema delle armature antiche, la base è in acciaio, che poi viene rivestito prima di stoffa e in seguito, se necessario, di pelle o cuoio a seconda dell’aspetto che l’armatura dovrà avere. Vernici e resine, o in alcuni casi, urushi, completano la finitura. L’accostamento dei colori e i ka-mon che a volte appaiono sulle sue armature, si ispirano alla tradizione e ai significati attribuiti loro dai bushi, ma sono reinterpretati in chiave moderna.





Tsuba ko sukashi in ferro, con kamon famiglia Sakai (quattro case) contrapposto a sukashi singolo

Tsuba realizzata in ferro con motivi in sukashi, per katana. Realizzazione minimale con kamon della famiglia Sakai in ko sukashi. Il tradizionale kamon della famiglia Sakai rappresenta le quattro case corrispondenti ai possedimenti originari della famiglia. Il cliente ha richiesto la realizzazione della quinta casa, cotrapposta alle altre, a simboleggiare il proprio luogo d'origine. La tsuba è realizzata in ferro successivamente lucidato. L'aspetto attuale, come per tutti i kodogu in ferro di nuova realizzazione, è da considerarsi provvisorio in quanto con il trascorrere del tempo assumerà la caratteristica patina marrone tipica delle tsuba d'epoca.





Coppia di menuki in argento raffiguranti una tigre in atteggiamento offensivo

Coppia di menuki in argento raffiguranti una tigre in atteggiamento offensivo. La coppia di menuki è stato realizzato per tachi e quindi di dimensioni importanti. Sebbene tradizionalmente concepita per i draghi, l'iconografia alla quale l'artista si è ispirato nel realizzare le tigri è di stampo guerriero/militare ed entrambi i menuki hanno zampe con tre artigli. Esistono innumerevoli rappresentazioni di tigri nella tradizione giapponese, molto diverse fra loro. I questo caso i due menuki si ispirano alle stampe antiche ed ai kakejiku.





Restauro di netsuke in avorio di antica fattura

Il presente netsuke in avorio del tardo XVIII secolo è stato restaurato a seguito di una frattura alla mano destra come mostrato in foto. L'opera di restauro ha prestato la massima attenzione nel rendere la parte precedentemente mancante di fatto completamente compatibile con la parte integra. Per la ricostruzione è stato impiegato avorio antico dell'epoca, della medesima tipologia di quello originale. La tecnica impiegata nella realizzazione ricalca quella giapponese nel rendere la mano ricreata identica a quella sana. Il risultato, come visibile in fotografia, ha come risultato un'integrazione della medesima struttura, colore, forma e realizzazione rispetto al corpo originale. Questo in ogni restauro importante e/o ben visibile è necessario al fine di dare continuità a tutte le parti dell'oggetto e rendere invisibile l'intervento.





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